Storia di Minorca

Storia di Minorca

Scopri gli avvenimenti più importanti della storia di Minorca e le differenti culture che vissero nella famosa isola dell'arcipelago delle Baleari.

Minorca preistorica

I resti archeologici hanno dimostrato che l'isola di Minorca fu abitata fin dall'Età del Bronzo, probabilmente da popoli originari della Penisola Iberica e della Sardegna.

Sull'isola si sviluppò una cultura simile a quella della sua sorella maggiore, l'isola di Maiorca, influenzata dalla cultura di Argar e mediterranea.

Se qualcosa caratterizza Minorca sono i suoi monumenti megalitici. La chiamata cultura talaiotica regalò a Minorca tre costruzioni tipiche: talayots, navetas e taulas.

Costruiti in una decina d'insediamenti, gli oltre 250 talayots dell'isola ricoprivano varie funzioni: di vigilanza, come monumenti funebri o di rituali o residenza del lider della località.

Le navetas erano costruzioni funebri tipiche. Possiamo segnalare quelle di Es Tudons, Biniac-L'Argentina e  Rafal Rubí.

Le taulas, costruzioni che si trovano soltanto a Minorca, sono composte da due grandi pietre dalla forma di una T, una posta in verticale e l'altra in orizzontale, e abbondano nell'isola: Talatí de Dalt, Torre d'en Galmés, Torralba d'en Salort, Binimassó, Binissafullet, Comerna de Sa Garita, San Agustí Vell, So na Cacana, Son Catlar, Torrellafuda, Torretrencada, e Trepucó, fra le altre.

Dai fenici ai musulmani

Dopo questi primi coloni, sull'isola arrivarono i Fenici e i Greci. Si narra che i Fenici battezzarono Minorca con il nome di "Isla de Nura", che significa “terra di fuoco”, e i Greci con quello di "Meloussa", ovvero “luogo per il bestiame”.

Nel 205 a.C. i Cartaginesi, capeggiati dal generale Magón, aggiunsero l'isola al loro impero e il suo generale battezzò con il proprio nome la città che fondò, Mahón.

Nel 123 a.C., il romano Quinto Cecilio Metelo conquistò Minorca. "Portus Magonis", come chiamarono i romani al porto di Mahón, divenne un importante punto strategico e Mahón una prospera città.

Nel 427 a.C., Minorca passò alle dipendenze dai Vandali del nord dell'Africa e, nel 534, fu conquistata da Flavio Belisario e aggiunta ai possedimenti dell'Impero Bizantino.

L'epoca musulmana

Nel 903, gli arabi del Califfato di Cordova conquistarono l'isola, a cui appartenne per quasi quattro secoli. Ciutadella, chiamata “Jamma”, divenne la capitale dell'isola.

Fu grande l'influenza araba per l'idiosincrasia e la toponomastica dell'isola. L'amore degli abitanti di Minorca per i cavalli (dimostrato dalle loro feste) deriva proprio da quest'epoca.

Minorca fu parte del mondo musulmano fino all'arrivo dell'Impero Almohade, con Giacomo I il Conquistatore.

Giacomo I permise che a Minorca nascesse il Regno di Minorca, a cambio del pagamento del vassallaggio. Minorca per vari anni fu, perciò, un regno “indipendente”.

Il 17 gennaio 1287, le truppe di Alfonso II il Liberale sconfissero l'ultimo almojarife di Minorca, Abu Umar, aggiungendo l'effimero Regno di Minorca al Regno di Aragona. La popolazione musulmana fu schiavizzata e gradualmente deportata, ripopolando l'isola con catalani.

Minorca nel Regno di Maiorca e nel Regno di Aragona

A seguito della conquista del Regno d'Aragona, la storia di Minorca si sviluppò parallelamente a quella di Maiorca.

Dal 1298 al 1343 fece parte del Regno di Maiorca.

Nel 1343 Pietro IV, detto il Cerimonioso, sconfisse le truppe del Regno di Maiorca, aggiungendo l'isola al Regno d'Aragona.

Con il Regno d'Aragona, Minorca si beneficiò del potere commerciale e marittimo della corona sul Mediterraneo. 

Dall'inizio del XV secolo, Minorca visse la sua "Rebelión de las Germanies", ovvero le lotte fra i forensi hidalghi e i contadini e, inoltre, subì le incursioni moresche, che portarono allo spopolamento dell'isola.

Minorca nel Regno della Spagna

Dopo l'unione della Corona d'Aragona con quella di Castiglia, nella seconda metà del XV secolo, Minorca fu aggiunta al Regno della Spagna.

Con l'occupazione di Tunisi da parte di Carlo I, l'isola fu saccheggiata dai corsari berberi.

Nel 1534, Mahón fu saccheggiata dal pirata turco Barbarroja e, il 9 luglio 1558, Ciutadella fu depredata dal pirata Mustafa Piali, che distrusse la città e 3.500 cittadini furono resi schiavi.

Per proteggere l'isola, Filippo II fece costruire la fortezza di San Felipe all'ingresso del Porto di Mahón e varie torri difensive lungo la costa, fra cui il Castell de Sant Nicolau di Ciutadella.

Nel XVII secolo si registra una decadenza generalizzata, per la peste, la carestia, le minacce dei pirati musulmani e i conflitti interni.

Minorca Inglese

Nel XVIII secolo, la storia di Minorca si complica notevolmente. Passò dalle mani degli inglesi a quelle dei francesi e, successivamente, in quelle dei franco-spagnoli. Fino ai primi anni dell'Ottocento non appartenne ai territori spagnoli.

Nella Guerra di Successione al trono della Spagna, Minorca schierò dalla parte dell'arciduca Carlo, malgrado l'opposizione di una parte importante di cittadini che sostenevano Filippo V, diretti dal generale Dávila.

I sostenitori di Filippo V non riuscirono a contrastare l'attacco delle truppe inglesi, comandate dal generale Laeke, e nel settembre 1708 Minorca fu conquistata dagli inglesi.

Per il Trattato di Utrech del 1713, Filippo V cedette Minorca alla Gran Bretagna, iniziando la prima epoca inglese, che durò fino al 1756.

Nel 1756, fu conquistata dalle truppe francesi, con al comando il duca Richelieu e, sette anni dopo il Trattato di Parigi del 1763, fu restituita alla Gran Bretagna. Questa seconda tappa inglese si concluse nel 1782, quando gli inglesi furono espulsi dalle truppe franco-spagnole, con a capo il generale Crillón.

Dal 1798 al 1802, fu nuovamente occupata dagli inglesi e, dopo il trattato di Amiens, fu definitivamente annessa alla Spagna.

Durante la dominazione inglese, il governatore Kane trasferì la capitale a Mahón e Minorca visse, soprattutto nella nuova capitale, la sua epoca migliore, per l'espansione commerciale derivata dalla presenza nel suo porto dell'armata inglese e delle barche corsare del padiglione inglese.

Dal XIX secolo ad oggi

Nel 1808, nella guerra contro Napoleone, Minorca si schierò dalla parte di Fernando VII.

Dopo la guerra, l'isola accolse numerosi rifugiati catalani. Dal 1825 si registrò una forte immigrazione verso la Florida, Le Antille, l'America del Sud e l'Argeria. 

Durante il regno di Isabella II, nel 1852, si costruì la Fortazza della Mola, che fino 1968 fu un presidio militare.

Alla fine del XIX secolo, la costruzione navale e la fabbricazione di scarpe, diedero un respiro alla precaria situazione economica dell'isola.

Durante la Guerra Civile Spagnola, Minorca non subì duri colpi. Si schierò dalla parte delle truppe repubblicane, fino a quando, al termine della guerra nel febbraio 1939, fu occupata delle truppe nazionali. Fino a quando i repubblicani riuscirono ad ottenere il controllo sull'isola, furono fucilati numerosi civili. Nel 1937, le truppe nazionali cercarono d'impossessarsi dell'isola, che fu anche bombardata dall'aviazione italiana.

Il XX secolo fu segnato a Minorca dall'emigrazione endemica e dalla fioritura dell'industria delle calzature e della pelle, della bigiotteria e del turismo.

Il settore primario perse gradualmente la sua importanza.

Nell'ultima decade la vendita delle calzature ha assistito a un graduale recupero, anche grazie a marche di fama internazionale. Il settore della bigiotteria non è riuscita ad adattarsi alla concorrenza, soprattutto asiatica, e si è quasi estinto.

A Minorca il turismo ha prodotto un cambiamento sociale e demografico radicale ed è la sua principale fonte di ricchezza. Malgrado ciò, molti dei suoi abitanti considerano il turismo un settore economico aggressivo e distruttivo per l'isola.

Lo sviluppo del turismo creerà le basi del futuro dell'isola. Dirigere gli obiettivi della Dichiarazione della Riserva della Biosfera verso la crescita di un turismo rispettoso nei confronti del patrimonio naturale ed ecologico, potrà segnare la differenza e rendere Minorca una destinazione unica